Foxydigitalis Review Golden Cup is the solo moniker of 8MM head honcho Luca Massolin and this tape marks the first time I've heard any of his music. His label has been churning out excellent stuff for a while, and listening to "Eye Mith," everything starts to make sense. This short tape is an excellent mix of squalid keyboard drones and various other electronics. It's swimming in analog warmth, sounding as though it was all dunked in a smolking cauldron. At times I'm reminded of a more ecstatic Double Leopards.
Cassette Gods Review Rarely does drone evoke feelings of celebration and splendor. Rarely is drone done by experts. Here is a tape that beats the odds in both categories. "Eye Mith" is a gorgeous release primarily built out of drones of joy. While not as pure as the Nu-Age revolution, currently going on in both noise and noise-rock alike (see Infinite Body, Abe Vigoda, HEALTH, etc), demands; there are also enough bells and synths worked in here to turn on anyone hip to the now. And not that I want to put down the Nu-Age movement (because things must always stay in motion), but these recordings will definitely still sound alive and amazing in 10 years while much of the genre-creating of Nu-Age probably will not. Much of this life/energy that Golden Cup creates comes from their delicate use of overblown channels while recording. Just enough to make things sizzle and vibrate, but not so much that anything becomes murky or aggressive. Put this on the next time you celebrate a victory!
Pillaloo Review Tornando a Luca Massolin, quando non è impegnato con le colate dark-laviche (???) dei Nastro Mortal, eccolo che tira fuori il suo lato più etereo, sognante, ma ugualmente – ci mancherebbe – rovinatissimo col progetto Golden Cup . Siamo sempre dalle parti di una drone music in bassa fedeltà, direi quasi cosmico-campestre, tutta giocata su reiterazioni e scampanellii dell'oltretomba, solo che questo è un oltretomba per nulla cupo o orrorifico, risultando anzi piuttosto (ehm…) sereno nel suo dipanarsi all'infinito, anche se su distanze invero abbastanza contenute. Recentemente mi è capitato di riflettere spesso su come questo suono eterno e in fondo già storicizzato – il drone, per capirci – negli ultimi anni si sia saputo reinventare su basi al tempo stesso fedeli alle origini eppure attualizzate in chiave… chiamiamola neoprimitivista, tiè. Il paradosso – temporale innanzitutto – è evidente, eppure è questo un suono che lo senti e lo riconosci al volo, e che nonostante le apparenze non può che venire da questi anni e da queste latitudini. Ascoltate i vortici ascendenti di Panavision e ditemi se in quella pasta sgranata, sibilante, ipnotica e deforme, non sta il meglio di una scena che tra mille difetti e mille capolavori mancati tanto sta dando alle musiche “altre” dei 2000. “ That was punk – this is now ”, recitava ai tempi una delle mie etichette preferite, e chissà perché lo slogan mi torna in mente proprio adesso. Citazione d'obbligo per le belle copertine e per il packaging ad hoc. Ma stiamo parlando della 8mm , e questo dovreste saperlo già. (Valerio Mattioli)
Sounds and Silence Review Veniamo adesso a Golden Cup, progetto solista di Luca Massolin, che debutta nel formato cassetta (dalla splendida confezione, s'adda dire) con “Eye Myth”, elaborato per tastiere, voci ed ….. acqua(!). Il fascino dell'analogico si sprigiona in tutta la sua bellezza, agevolato dalla bellezza cristallina di queste quattro composizioni, in cui l'elettroacustica ( angels camp ), la psidechelia (il crescendo di the whys of sea ), i drones ( blumun e la lunga panavision ) si sposano a meraviglia con la melodicità incantatrice delle tastiere, corollario perfetto per questa piccola magica opera senza tempo (o attraverso il tempo). Complimenti. (Alfredo Rastelli)
Nero Magazine Review E' materia drone analogica quella di Golden Cup, il solo project di Luca Massolin (fra le cose titolare della rigogliosa 8mm Records). Si ritorna al nordest dunque, a quella cricca di persone che vide nei With Love i precursori di una precisa attitudine locale del self-made-art. Bene, Eye Mith è il titolo di questa cassetta dal packaging di alta qualità. Sfilata e inserita nel mangianastri quello che appare è un territorio etereo, fatto di loop e rifrazioni a bassa fedeltà. Suonare-campionare-ripetere-sovrapporre, e le vibrazioni delle cianfrusaglie prendono il volo. Accoppiate e distorte le tastiere, i campanelli e le sfregate di chitarra si trasformano in un'ambientazione estremamente delicata, quasi antisonante al solido tessuto di virulenza a cui ci hanno abituato le uscite targate 8mm. Un piccolo sogno bucolico su cassetta, da custodire tra i feticci preferiti. (francesco de figueiredo)
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